Cefalee

Menu delle patologie

Percorso Paziente

Lo scopo è ottenere una diagnosi e una terapia “patient-tailored”, ovvero disegnata e mirata a quel determinato paziente con quel tipo di patologia dolorosa.

La mia etica e filosofia di lavoro è quella di praticare l’ars medica curando la persona nella sua globalità, non una malattia né tantomeno un'immagine radiologica.

Il capitolo cefalee è di rilevante importanza nell’ambito delle Neuroscienze sia per gli aspetti clinici di diagnostica differenziale, sia per la ricerca. Le cefalee rappresentano un sintomo importante in molte condizioni patologiche del sistema nervoso centrale e in questo caso vengono definite cefalee secondarie.

Esistono cefalee che sono esse stesse la malattia e vengono definite cefalee primarie.

La Classificazione Internazionale delle Cefalee adotta una struttura classificativa di tipo gerarchico in cui tutte le cefalee vengono sistematizzate in livelli diagnostici suddivisi in gruppi principali (primo livello diagnostico), a loro volta suddivisi in livelli successivi (livello 2 o 3), che codificano i diversi  tipi e sottotipi, in relazione alle caratteristiche cliniche (numero di attacchi, durata, intensità, presenza della fase algica, sintomi associati) e alla frequenza.

Viene in genere richiesta una diagnosi al primo e secondo livello; mentre è di competenza dello specialista in materia riconoscere  le entità codificate ai livelli diagnostici superiori.

Al primo livello di diagnosi si distinguono 14 differenti gruppi:

  • dall’ 1 al 4 le cefalee primarie così definite in quanto non riconoscono una causa patologica sottostante: emicrania, cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo e altre cefalee autonomiche trigeminali e altre forme di cefalee primarie;
  • dal 5 al 12 le cefalee secondarie, attribuite ad una specifica noxa patogena o a un particolare disturbo;
  • il 13 e il 14 le neuropatie dolorose craniche ed altri dolori facciali.

cefalee

Cefalee primarie

Vengono trattate in dettaglio le due forme più frequenti, l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo. Un terzo tipo sono le cefalee a grappolo e altre cefalee autonomiche trigeminali.

1. Emicrania

  • Emicrania senz’aura
  • Emicrania con aura
  • Emicrania cronica
  • Complicanze dell’emicrania
  • Emicrania probabile
  • Sindromi episodiche che possono essere associate

Epidemiologia

E’ presente nel 14,4% della popolazione mondiale, con una prevalenza 3 volte maggiore nelle donne (18,9%) rispetto agli uomini (6,8%). In Italia prevale in circa il 25% dei soggetti di cui il 32,9% di sesso femminile e il 13% di sesso maschile.

Ha un carattere ciclico per la ricorrenza degli attacchi emicranici che possono avere un andamento episodico, ma anche cronico per la presenza di più di 15 giorni di cefalea al mese.

2. Cefalea di tipo tensivo

  • Cefalea di tipo tensivo episodica sporadica
  • Cefalea di tipo tensivo episodica frequente
  • Cefalea di tipo tensivo cronica
  • Probabile cefalea di tipo tensivo

Epidemiologia

La CTT è tra le più comuni forme  di cefalee primarie, con una prevalenza nella popolazione generale tra il 46% e il 78%, lievemente maggiore nel sesso femminile. Si manifesta a tutte le età, ma  più frequentemente  prima dei 40 anni. 

3. Cefalea a grappolo e altre cefalee autonomiche trigeminali

Sono forme rare e soprattutto dell’età adulta. La caratteristica comune di questo gruppo di cefalee è la presenza della componente autonomica in relazione all’attivazione del sistema parasimpatico, caratterizzata da ptosi, miosi, iniezione congiuntivale, lacrimazione, congestione nasale e rinorrea, edema palpebrale, arrossamento e sudorazione, singolarmente o in combinazione tra loro, sempre localizzati dal lato del dolore; dalla brevità degli attacchi (tranne per la forma continua) e dal periodismo tipico della forma principale di questo gruppo, la cefalea a grappolo, che deve il suo nome all’andamento temporale degli attacchi.

Comprendono:

  • Cefalea a grappolo
  • Emicrania parossistica
  • Shurt Lasting Unilateral Neuralgiform headache attacks with Conjunctival injection and Tearing (SUNCT)
  • Emicrania continua
  • Probabile cefalea autonomico-trigeminale

Cefalee secondarie

Le cefalee secondarie in quanto “cefalee di nuova insorgenza” si verificano in stretta correlazione temporale con un evento che è noto essere causa di cefalea.

Rappresentano il 20% di tutte le forme di cefalea.

I criteri diagnostici prevedono la dimostrazione di una condizione o di una patologia che deve manifestarsi in stretta relazione con la cefalea che migliora o regredisce entro 3 mesi o per periodi minori,  dall’eliminazione o dalla remissione spontanea del fattore causale.

Distinguiamo cefalee attribuite a traumi del capo o del collo, a disordini vascolari cranici o cervicali, a disordini intracranici non vascolari, a sostanze o alla loro sospensione, a infezioni craniche, a disordini dell’omeostasi, a disordini di pertinenza oftalmologica, ORL, a disordini psichiatrici.

Terapie

  • Terapia dell’attacco: triptani, FANS e analgesici; antiemetici.
  • Terapia di profilassi: beta-bloccanti; calcio-antagonisti; inibitori dell’angiotensina; antidepressivi triciclici; neuro modulatori; anticorpi monoclonali anti-CGRP; nutraceutici; Tossina botulinica di tipo A.
  • Terapie non farmacologiche: agopuntura, terapie cognitivo comportamentali

Nevralgia occipitale

Con nevralgia occipitale si intende una patologia caratterizzata da dolore in corrispondenza del territorio dei nervi grande e piccolo occipitale, cioè nella regione nucale fino ad estendersi inferiormente al collo, superiormente alla sommità del capo e lateralmente fino alle orecchie.

Il dolore che si avverte è di tipo trafittivo, parossistico, parte della nuca e si irradia nelle regioni occipitale ed auricolare fino ad essere avvertito al sopracciglio e dietro l’occhio.

nevralgia occipitale

E’ presente dolorabilità alla pressione del nervo in corrispondenza della sua emergenza cranica.

Il trattamento consiste nella terapia infiltrativa locale, e qualora il beneficio ottenuto fosse di breve durata, è possibile ricorrere alla radiofrequenza pulsata periferica oppure alla neurostimolazione.

Nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino è caratterizzata da dolore folgorante, a scossa elettrica o pugnalata, di breve durata (secondi o pochi minuti), localizzato nelle zone di distribuzione del nervo trigemino (branche oftalmica, mascellare e mandibolare).

nevralgia del trigemino

Gli attacchi di norma periodici, con esplosioni dolorose di intensità crescente (parossismi) e possono essere scatenati da sfioramenti di porzioni del viso e delle comuni attività quotidiane come parlare masticare, radersi, o dall’esposizione al vento e al freddo.

La terapia farmacologica consiste nell’utilizzo di farmaci antiepilettici. Nel caso questa non sia risolutiva, si può ricorrere alla termorizotomia trigeminale.

Quando alla base della nevralgia è presente un conflitto neurovascolare, è necessario ricorrere alla chirurgia.

Dolore facciale atipico

Con la definizione di dolore facciale atipico si intende la condizione di dolore diffuso al viso e/o collo senza però corrispondenza con qualche struttura anatomica presente nella zona.

Non si conoscono fattori scatenanti, anche se la malattia che colpisce prevalentemente donne, compare spesso dopo interventi odontoiatrici.

Dolore facciale atipico

Il dolore che non si accompagna ad alterazioni della sensibilità, è descritto dalla maggior parte dalle persone che ne soffrono come:

  • profondo
  • mal localizzato
  • presente da un solo lato del capo

Spesso sono presenti:

  • depressione
  • ansia
  • vertigini
  • svenimenti

La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di antidepressivi e anticonvulsivanti, ma è soprattutto importante l’educazione del paziente alla conoscenza e comprensione della malattia.

telemedicina neurochirurgo

Desideri un consulto ma vivi troppo lontano?
La 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 è lo strumento moderno ideale per un primo inquadramento clinico!

Per prenotazioni
𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐃𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞