Ernia del disco cervicale

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Percorso Paziente

Lo scopo è ottenere una diagnosi e una terapia “patient-tailored”, ovvero disegnata e mirata a quel determinato paziente con quel tipo di patologia dolorosa.

La mia etica e filosofia di lavoro è quella di praticare l’ars medica curando la persona nella sua globalità, non una malattia né tantomeno un'immagine radiologica.

L’ernia del disco cervicale consiste in una erniazione del nucleo polposo del disco cervicale attraverso una interruzione dell’anulus fibroso; l’erniazione può avvenire medialmente o lateralmente.

Quali sono i sintomi?

Le ernie mediane causano una compressione sul midollo spinale che si manifesta con segni clinici di mielopatia (ipostenia agli arti, aumento dei riflessi, spasticità, nei casi più gravi disturbi sfinterici). 

Le ernie laterali causano invece una compressione sulla radice nervosa che si manifesta con dolore e/o deficit radicolare. Il livello più frequente è C6-C7 seguito da C5-C6 e C4-C5; molto rari gli altri livelli. 

Comunemente il paziente lamenta un dolore cervicale irradiato alla spalla, al margine mediale della scapola e all’arto superiore con irradiazione diversa a seconda del livello interessato:

  • A livello C6-C7 il dolore si irradia sul margine postero-laterale dell’avambraccio e al dito medio della mano; può insorgere una ipostenia del muscolo tricipite che si manifesta con difficoltà nell’estensione dell’avambraccio sul braccio e può essere diminuito il riflesso tricipitale. 
  • A livello C5-C6 il dolore si irradia sul margine laterale dell’avambraccio, sul dorso della mano, sul pollice e sull’indice; vi può essere ipostenia del muscolo bicipite che si manifesta con difficoltà nella flessione dell’avambraccio sul braccio e può essere diminuito il riflesso bicipitale. 
  • A livello C4-C5 si verifica una compromissione del muscolo deltoide che si manifesta con una difficoltà a sollevare il braccio e ad abdurlo.

dermatomeri cervicali

Diagnosi dell’ernia del disco cervicale

L’esame di elezione è la risonanza magnetica nucleare cervicale che evidenzia bene l’ernia del disco e fornisce informazioni sullo stato del disco stesso; permette inoltre di visualizzare eventuali zone di sofferenza a livello midollare.

La TAC cervicale procura maggiore visualizzazione della componente ossea, soprattutto nei casi in cui vi sia anche una stenosi foraminale.

Terapia conservativa

Il trattamento iniziale è conservativo. La terapia farmacologica si basa sull’utilizzo di farmaci miorilassanti, di antiinfiammatori non steroidei, di analgesici e di cortisonici.

Quando la terapia conservativa fallisce, è possibile passare allo step successivo che è quello dell’infiltrazione ecoguidata.

Quando nonostante la terapia non si ha remissione della sintomatologia dolorosa o quando sono presenti deficit neurologici ingravescenti, è indicato l’intervento chirurgico.

Intervento chirurgico

Viene generalmente eseguito per via anteriore con tecnica microchirurgica. Attraverso una incisione trasversale su una piega del collo centrata sul livello interessato, scollando i vari piani si raggiunge il piano vertebrale.

Con l’ausilio del microscopio operatorio si asporta il disco intervertebrale e la sua parte erniata; una volta svuotato il disco si inserisce uno spaziatore (cage) nello spazio ed eventualmente anche una placca con viti fra le due vertebre.

L’approccio posteriore è stato progressivamente abbandonato e viene attualmente utilizzato solo per la rimozione di ernie molto laterali.

Il paziente si alza la mattina dopo l’intervento e viene dimesso il giorno successivo. Può riprendere subito vita normale, evitando sforzi eccessivi ed indossando un collarino per 30 giorni.

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