Dolore oncologico

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Percorso Paziente

Lo scopo è ottenere una diagnosi e una terapia “patient-tailored”, ovvero disegnata e mirata a quel determinato paziente con quel tipo di patologia dolorosa.

La mia etica e filosofia di lavoro è quella di praticare l’ars medica curando la persona nella sua globalità, non una malattia né tantomeno un'immagine radiologica.

Il dolore dei pazienti oncologici ha delle caratteristiche che lo distinguono dal dolore cronico non oncologico, inserendosi in un contesto di malattia evolutiva cui spesso si aggiungono trattamenti gravati da un impatto negativo sulla sintomatologia dolorosa. 

Il dolore fisico del malato oncologico è solo uno degli elementi che conducono al “dolore totale”, condizione che si inscrive in una sofferenza globale e soggettiva che investe le quattro dimensioni fondamentali della persona: la sfera fisica, la sfera psicologica, la sfera sociale e relazionale e la sfera spirituale. 

A tal proposito è necessario adottare un approccio metodologico globale, che abbia l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, siano essi impegnati nelle cure attive e nei percorsi diagnostici, siano essi nella fase avanzata e irreversibile della malattia. 

A questo riguardo in letteratura troviamo studi che mostrano un significativo miglioramento non solo della qualità di vita ma anche della sopravvivenza globale nei pazienti con accesso precoce alle cure palliative durante la traiettoria di malattia. 

Il dolore oncologico può presentarsi in diversi stadi della malattia:

  • prima della manifestazione della neoplasia, in persone in cui la malattia non è ancora stata diagnosticata;
  • in diversi momenti dopo la diagnosi di tumore, di cui rappresenta un sintomo di ripresa/progressione (anche in corso di trattamento);
  • nelle fasi avanzate della patologia;
  • in seguito a un danno iatrogeno, ossia come conseguenza di un intervento chirurgico, della chemioterapia o della radioterapia.

Trattamento

Il dolore oncologico di base viene controllato prevalentemente con farmaci analgesici, come farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e oppiacei. 

Quando insorge il Dolore Episodico Intenso (DEI), il medico può prescrivere una terapia analgesica aggiuntiva, da assumere al bisogno, per contrastare in modo specifico la riacutizzazione estemporanea.

Quando il dolore oncologico è legato alla presenza di una massa tumorale voluminosa e/o posta in zone “critiche”, per attenuarlo possono essere utili anche la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, che riducono le dimensioni del tumore.

In caso di dolore severo persistente non attenuato dai farmaci analgesici o altri approcci, è possibile ricorrere a “blocchi nervosi”, ossia alla devitalizzazione dei nervi responsabili della trasmissione del dolore, e a interventi di immobilizzazione delle ossa colpite da metastasi (cementoplastica e vertebroplastica) che, oltre a ridurre il dolore, diminuiscono il rischio di fratture patologiche.

Anche alcuni accorgimenti comportamentali possono contribuire a dare sollievo: per esempio, cambiare posizione nel letto almeno ogni due ore aiuta a prevenire rigidità, contratture muscolari e piaghe da decubito, mentre gli impacchi caldi o freddi hanno un effetto analgesico aggiuntivo a quello dei farmaci.

Massaggi, esercizi di rilassamento e di respirazione, l’ascolto della musica e altre attività possono, invece, dare sollievo distogliendo l’attenzione dal dolore fisico.

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