E’ una domanda che tutti i pazienti a cui indico la necessita di sottoporsi a terapia infiltrativa, rigorosamente ecoguidata, mi pongono.
In questo breve articolo cercherò di rispondere brevemente e precisamente.
I rischi delle terapie infiltrative ecoguidate si distinguono in rischi legati ai farmaci utilizzati, rischi legati alla manovra procedurale, rischi infettivi ed emorragici.
Si sottolinea che nelle “giuste mani”, etiche e professionali, i rischi della terapia infiltrativa, seppur presenti, sono notevolmente ridotti e prossimi allo zero.
Rischi legati ai farmaci
Innanzitutto, i farmaci utilizzati sono cortisonici (particolati e non particolati), anestestici locali, e ossigeno-ozono.
- Reazioni allergiche: chiaramente il rischio è evitabile in quanto si chiede ai pazienti, prima della procedura, se è a conoscenza di eventuali allergie;
- Iper-sensibilizzazione al cortisone: comunemente si puo verificare insonnia e agitazione per qualche giorno, rossore e calore per lo più al volto della durata massima di due tre giorni;
- Pazienti diabetici: il cortisone utilizzato, pur essendo iniettato sulla lesione algogena (direttamente dove serve e non assunto per via sistemica), porta ad un aumento della glicemia, soprattutto nei due/tre giorni successivi. Questo potrebbe scompensare la glicemia nel diabetico grave. Si evita il problema adeguando la dose di cortisone somministrata (riducendola) ed educando il paziente a monitorare nei tre giorni successivi la glicemia a digiuno e dispensando adeguate misure terapeutiche per contrastare un eccessivo aumento della stessa.
Rischi legati alla procedura
I rischi legati alla procedura devono essere distinti in base al distretto della colonna vertebrale che è oggetto della terapia infiltrativa. Importante inoltre è anche la tipologia dell’infiltrazione. Di seguito ci riferiamo alle infiltrazioni PERIRADICOLARI e/o TRANS IATO SACRALE, quelle più complesse.
- Colonna cervicale: è il tratto piu delicato della colonna vertebrale, dove l’infiltrazione viene condotta tra strutture arteriose, venose e nervose vitali. Tuttavia, grazie alla guida ecografica e al power doppler, queste strutture sono chiaramente visibili e vengono dunque evitate dal tragitto dell’ago. Se condotta in maniera ecoguidata e in mani esperte, Il rischio di questa infiltrazione è estremamente basso.

- Colonna dorsale: al pari della colonna cervicale, il tratto dorsale della colonna vertebrale è altrettanto delicato. E’ una delle infiltrazioni più rare che generalmente si conducono. Il Rischio più grande qui è rappresentato dalla pleura, una membrana che ricopre il polmone ed ha un ruolo cruciale nella meccanica respiratoria. Anche qui, la guida ecografia ci permette chiaramente di evitarla e dunque di scongiurare sue lesioni. Se condotta in maniera ecoguidata e in mani esperte, Il rischio di questa infiltrazione è estremamente basso.

- Colonna lombo sacrale: il tratto lombo sacrale è quello relativamente piu semplice da infiltrare. Qui non è presente il midollo spinale. Infatti, dalla vertebra T12-L1, il midollo lascia spazio ad una struttura definita cauda equina, un insieme di radici spinali che concorrono a formare poi i nervi spinali che dal tratto lombare innervano gli arti inferiori. Se condotta in maniera ecoguidata e in mani esperte, Il rischio di questa infiltrazione è estremamente basso.
Rischi infettivi ed emorragici
Ogni procedura invasiva non è esente da rischi infettivi e/o emorragici. La letteratura riporta casi di infezione e/o emorragie dopo terapia infiltrativa. Questi possono essere minimizzati fino all’azzeramento adottando giuste misure di asepsi e di attenzione allo stato coagulativo del paziente.
Questo breve articolo NON deve chiaramente spaventare il paziente. Nelle mani di professionisti qualificati, i quali conducono almeno 80/100 procedure infiltrative ecoguidate mensili, insieme ad ecografi di ultima generazione e di personale infermieristico formato all’assistenza al medico, i rischi legati ad ogni infiltrazione SONO presenti MA prossimi alla nullità.

