Il sistema nervoso è un sistema molto complesso dotato di proprietà uniche che gli permettono di trasdurre impulsi elettrici in qualsiasi momento, sia dall’encefalo ai tessuti periferici che, viceversa, dalle terminazioni nervose al sistema nervoso centrale, proprietà che vengono sfruttate nella neurodinamica.
Questa incredibile capacità è garantita da una continuità del tessuto nervoso: encefalo, midollo spinale e nervi periferici degli arti superiori e inferiori fanno parte di un’unica struttura neurale, dotata di proprietà elastiche e plastiche, estremamente adattabile, in grado di svolgere la sua funzione adattandosi all’anatomia e agli stress derivanti dalla compressione, dall’allungamento o dal movimento.

COS’È LA NEURODINAMICA?
È quella tecnica fisioterapica che studia la capacità del sistema nervoso di scorrere, di allungarsi e di interfacciarsi con le strutture adiacenti preservando la sua funzione di trasmissione degli impulsi elettrici.
Bisogna tenere in considerazione che ogni movimento della colonna o degli arti ha conseguenze meccaniche sul tessuto neurale e che, nella maggior parte dei casi, le proprietà elastiche e plastiche del tessuto rendono possibili tali movimenti in completa assenza di sintomi.
A seguito di un trauma, di una compressione mantenuta o di un’irritazione dei tessuti dovuta a gesti ripetitivi, si potrebbe verificare una situazione in cui il tessuto non riesce a far fronte all’eccessivo stress a cui viene sottoposto con conseguente formazioni di fibrosi, edema o condizione di ipossia che vanno ad alterare la normale fisiologia nervosa.
Un esempio pratico di ciò è l’ernia del disco comprimente la radice spinale all’interno del forame da dove questa fuoriesce (vedi immagine di fianco).
Questo clinicamente si traduce con la presenza di dolore, alterazione della meccano-sensibilità del tessuto nervoso o, nei casi più gravi, con la compromissione della funzione di trasduzione dell’impulso con alterazioni della sensibilità, della forza o dei riflessi osteo-tendinei.

Neurodinamica provocativa
Durante una visita neurochirurgica e algologica, si sfruttano tecniche di neurodinamica per eseguire un esame obiettivo e comprendere quali nervi cervicali o lombari possono essere “vittima” di una stretta interfaccia con le strutture circostanti.
Si valuta così la meccano-sensibilità del nervo o dei nervi in questione attraverso test neurodinamici che, attraverso l’inserimento e mantenimento di specifiche componenti, hanno lo scopo di aumentarne la tensione e lo stress per riprodurre i sintomi lamentati dal paziente. Esempio principe è lo straight leg test o Lasegue che permette di evocare dolore sulle radici di L5 e S1 flettendo la coscia sul bacino a gamba estesa.

Neurodinamica come esercizio terapeutico
In che modo la neurodinamica ci può essere utile quando ci troviamo di fronte ad un problema a carico del sistema nervoso periferico?
Gli esercizi di neurodinamica sono utili sia per la gestione del dolore che per indurre adattamenti strutturali del tessuto nervoso.
Le tecniche di mobilizzazione neurale che possono tornarci utili nella gestione delle problematiche cliniche sono due:
- Lo SLIDER consiste nell’indurre in modo alternato un aumento di tensione ad un capo del nervo ed una diminuzione della tensione all’altro capo per permettere un vero e proprio scorrimento del tessuto nervoso.
- Il TENSIONER è invece una tecnica che prevede uno ‘stretching’ del nervo attraverso un aumento della tensione da entrambi i capi, pensato inizialmente per problematiche prevalentemente intra-neurali.

La neurodinamica funziona?
I principi della neurodinamica ed i benefici della mobilizzazione neurale sono supportati prevalentemente da studi biomeccanici o studi condotti su preparati anatomici.
Secondo molteplici studi scientifici queste tecniche riuscirebbero a migliorare lo scorrimento dei tessuti, a ridurre l’edema intraneurale, migliorare l’afflusso sanguigno, ridurre l’iperalgesia da stimoli termici e meccanici e diminuire la risposta immunitaria locale.

