
8 Maggio 2026: Congresso regionale SIICP Emilia-Romagna
Hotel Universal, Cervia
Per anni è stata definita una “malattia invisibile”, ma oggi la medicina ne riconosce i meccanismi biologici precisi. Non è un disturbo autoimmune, bensì una patologia cronica neuroendocrina e neuroinfiammatoria.
Ecco cosa succede realmente nel corpo di chi ne soffre:
- Sensibilizzazione centrale: Il cervello amplifica gli stimoli, trasformando anche un tocco leggero in dolore nociplastico.
- Squilibri chimici: Si verifica una riduzione della serotonina e della noradrenalina, unita a una disregolazione dell’asse dello stress (ipotalamo-ipofisi-surrene).
- Attivazione gliale: Le cellule gliali sostengono un’infiammazione costante nel sistema nervoso.
🔬 La diagnosi oggi:
Si abbandona la vecchia ricerca dei soli “tender points”. Ci si basa sui criteri clinici ACR 2010 che incrociano l’indice delle aree dolenti (WPI) e la gravità dei sintomi cognitivi e della stanchezza (SSS).
💊 Quali sono le cure?
L’obiettivo è spegnere l’ipereccitabilità dei neuroni. L’approccio vincente unisce farmaci mirati (antidepressivi specifici, anticonvulsivanti come il pregabalin, o il promettente naltrexone a basso dosaggio) a terapie non farmacologiche come la TENS (efficace fino al 70%), il biofeedback e un’attività fisica moderata e personalizzata.

