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Dr. Antonio Musio

Neurochirurgo Algologo

Segreteria di Medicina del dolore

ORARI:
dal lunedì al venerdì, dalle ore 09.00 alle ore 19.00

Percorso Paziente

Lo scopo è ottenere una diagnosi e una terapia “patient-tailored”, ovvero disegnata e mirata a quel determinato paziente con quel tipo di patologia dolorosa.

La mia etica e filosofia di lavoro è quella di praticare l’ars medica curando la persona nella sua globalità, non una malattia né tantomeno un'immagine radiologica.

RACCOLTA ANAMNESTICA REMOTA, ALGOLOGICA E DI CONTESTO

Paziente donna di 35 anni, maratoneta agonista, non patologie pregresse. 

Giunge alla mia attenzione con una cervico-brachialgia destra, cioè un dolore che si irradia dalla regione cervicale alla porzione anteriore mediale del braccio e dell’avambraccio destro senza giungere alle dita. Il dolore si associa a formicolio e disestesia in corrispondenza della regione dermatomerica C5 destro. Il dolore interferisce con le sue usuali abitudini quotidiane, sia lavorative sia sportive. Inoltre, il dolore aumenta durante la notte impedendo un fisiologico sonno ristoratore.

La paziente riferisce di svegliarsi durante notte con l’arto superiore destro “intorpidito e formicolato”.  La giovane donna si è già sottoposta a ciclo fisioterapico con manipolazioni miofasciali e osteopatia senza beneficio. Non riferiti sintomi di mielopatia cervicale.

ESAME OBIETTIVO

  • Sensibilità: Ipoestesia dermatomerica in territorio C5-C6 destro. Non si rileva ipoestesia né alterazioni della sensibilità nei metameri esaminati (C7/C8-T1)
  • Forza: Non evidenti deficit stenici a carico di Deltoide (C5) Bicipite brachiale (C6) tricipite brachiale (C7) abduttore breve pollice (C8) Abduttore 5° dito mano (T1)
  • ROT: Bicipitale (C5)C6 destro ipoevocabile rispetto al sinistro, Stiloradiale (C6), Tricipitale C7, Cubitopronatore C8T1 presenti e simmetrici
  • Test Specifici: Manovre di stress neurodinamico delle radici cervicali (ULNT) ++ a dx . Palpazione faccettaria: ++ a dx; Rotazione: ++ a destra
  • Segni di Lhermitte e Hoffmann negativi.

ESAMI RADIOLOGICI ESEGUITI

Alla luce di questi reperti clinici e anamnestici, prescrivo alla paziente una risonanza magnetica cervicale che evidenzia un’ernia pre-recessuale C5-C6 di destra (Figura 1)

Figura 1. Ernia C5-C6 destra evidente ad una RM del rachide cervicale prescritta dopo la prima visita. Si evidenzia la radice nervosa C5 di destra (rappresentata in rosso) compressa da una voluminosa ernia del disco cervicale (rappresentata in giallo). Da notare la radice nervosa C5 sinistra non compressa (rappresentata in verde).

EPICRISI E PRESCRIZIONE

Con i dati attuali si pone diagnosi di Cervicobrachialgia destra da ernia del disco cervicale pre-recessuale C5-C6 di destra senza evidenti segni clinici radiologici di mielopatia.

DECORSO

Alla luce del quadro clinico suddetto e della diagnosi eseguita, propongo alla paziente un ciclo di infiltrazioni ecoguidate periradicolari della radice nervosa C5 destra. La paziente si sottopone alla prima infiltrazione. A distanza di alcuni giorni da quest’ultima, riferisce un dolore cervicobrachiale notevolmente migliorato ma persistevano l’intorpidimento e le parestesie notturne oltre che una rigidità costante dell’arto superiore destro. (Figura 2)

Figura 2. Esempio di infiltrazione ecoguidata periradicolare cervicale. Nella sezione sinistra si nota la radice C5 destra tra i due turbercoli anteriore e posteriore del processo trasverso. Nell’immagine destra si nota un esempio di ecografia cervicale pre infiltrazione.

Propongo dunque di terminare il ciclo di infiltrazioni ecoguidate periradicolari della radice nervosa C5 destra, eseguendone 1 ogni 15 giorni circa per un numero massimo di 3. Al termine del ciclo la paziente vede il suo dolore nettamente migliorato. Tuttavia, la rigidità e il formicolio continuavano a disturbare il suo sonno e le impedivano di condurre le sue normali abitudini quotidiane. 

Decido dunque di attendere alcuni mesi per valutare l’evoluzione della storia naturale della patologia dell’ernia del disco cervicale (di solito autolimitante in alcuni mesi). 

Dopo 3-4 mesi dal ciclo infiltrativo, la paziente ritorna al mio cospetto mostrandosi molto insofferente per via di un sonno non ristoratore ma soprattutto perché “l’intorpidimento cervico brachiale destro” le impedisce di condurre la sua attività sportiva agonistica. Decido di far ripetere alla paziente una Risonanza magnetica cervicale che dimostra conferma la presenza di un’ernia pre-recessuale C5-C6 di destra invariata rispetto alla RM precedente (Figura 3).

Figura 3. Ernia C5-C6 destra evidente ad una RM del rachide cervicale dopo alcuni mesi dalla prima. Si evidenzia la nota Ernia del disco cervicale che comprime ancora la radice nervosa C5 di destra (rappresentata in rosso) compressa da una voluminosa ernia del disco cervicale (rappresentata in giallo). Da notare la radice nervosa C5 sinistra non compressa (rappresentata in verde).

Alla luce del quadro clinico e radiologico si pone indicazione a microdiscectomia C5-C6 destra per via anteriore ed asportazione della nota ernia per via neurochirurgica mininvasiva a cui la paziente è stata sottoposta con beneficio. La paziente si è mobilizzata nella stessa giornata dell’intervento. Dopo circa 20 giorni dall’intervento è stata presa in carico dal nostro team di fisioterapisti per la riattivazione motoria funzionale al ripristino della sua piena mobilità cervicale. Dopo circa 40 giorni dall’intervento è ritornata a gareggiare a livello agonistico. 

CONCLUSIONI

Questo caso clinico è paradigmatico per comprendere il PERCORSO di presa in carico, diagnosi e terapia di cui un paziente con ernia del disco cervicale può giovare quando viene visitato da un neurochirurgo algologo.

telemedicina neurochirurgo

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