Oggi rispondo a una domanda molto specifica che quasi tutti i pazienti mi pongono quando propongo loro il trattamento di epidurolisi. Dunque, innanzitutto rimando al video qui dove spiego in cosa consiste la tecnica e quando è indicata.
L’efficacia della peridurolisi (o epidurolisi) varia da paziente a paziente, ma in generale, almeno il 50% dei pazienti riferisce una significativa riduzione del dolore. Studi clinici su questa procedura mini-invasiva hanno mostrato tassi di successo che dipendono molto dalla specifica condizione del paziente e dalla tecnica utilizzata.

Gli studi attuali ci permettono di affermare che il trattamento con peridurolisi permette una:
- Riduzione del dolore: In media, circa la metà dei pazienti sperimenta un miglioramento del dolore, spesso definito come una diminuzione di almeno 2 punti sulla scala NRS (scala di valutazione numerica del dolore) o una riduzione di oltre il 30%.
- Durata: L’effetto della procedura può variare notevolmente da alcuni mesi a diversi anni con un tasso medio di durata, se efficace, di almeno 6 mesi.
- Tipo di stenosi: La peridurolisi tende a dare risultati migliori quando la stenosi (restringimento) è centrale all’interno del canale vertebrale, mentre per le stenosi foraminali (dove la radice nervosa esce dalla colonna) i risultati possono essere lievemente inferiori.
La mia risposta in ambulatorio quando mi si chiede riguardo le percentuali di efficacia della tecnica è la seguente: I tassi di successo possono essere influenzati dall’eterogeneità dei pazienti e si aggira intorno al 50%. Perché? Perché peridurolisi o epidurolisi è una tecnica algologica di terzo livello che mira a sbrigliare delle aderenze cicatriziali che si creano attorno a strutture nervose che sono in un canale spinale centrale o foraminale stenotico, quindi stretto. Quante più aderenze ci sono, tanto più l’efficacia della tecnica è alta.

In studi condotti dal nostro gruppo di Medicina del Dolore è stato visto che seguendo più di 400 pazienti in follow-up in un anno, a distanza di un mese, 3 mesi e 6 mesi, questo dolore variava, ma calava soprattutto nei primi 6 mesi di alcuni punti percentuali con una certa significatività. Di conseguenza l’epidurolisi, che è una tecnica algologica di terzo livello (proposta quando le infiltrazioni ecoguidate falliscono) generalmente è una tecnica che permette, in alcuni pazienti, di avere una buona risoluzione del dolore fino a 6 mesi. Inoltre, se efficace, si può ripetere dopo 6 mesi.
PERCHÉ EPIDUROLISI SI CONIUGA ALLA RADIOFREQUENZA PULSATA GANGLIARE?
La radiofrequenza pulsata gangliare si coniuga ad epidurolisi in quanto in un altro studio scientifico condotto sempre dal nostro gruppo è stato visto che l’epidurolisi coniugata alla radiofrequenza pulsata permette un abbattimento della quota di dolore maggiore rispetto a epidurolisi semplice.



La Radiofrequenza pulsata gangliare si può applicare solo se c’è un’irradiazione radicolare, cioè se c’è una lombosciatalgia o una cervicobrachialgia. Viceversa, se è presente un dolore assiale in assenza di irradiazioni non ha senso il fare la radiofrequenza.

