IN COSA CONSISTE O MEGLIO CHE COS’È L’EPIDUROLISI CERVICALE?
DEFINIZIONE
Con il termine peridurolisi o lisi delle aderenze per via peridurale (epidurolisi) si definisce una procedura di terapia del dolore di terzo livello che consiste nell’introduzione di un particolare catetere all’interno dello spazio peridurale cervicale attraverso cui viene iniettata una miscela di farmaci.
Questa miscela, denominata miscela di Racz, è composta da:
- Ialuronidasi
- Cortisonico a lento rilascio,
- anestetico locale
- soluzione fisiologica

COSA È E COSA FA LA IALURONIDASI:
La ialuronidasi è un enzima, una proteina, che degrada l’acido ialuronico presente naturalmente nel corpo:
- Degrada l’acido ialuronico: Il suo compito principale è rompere le lunghe molecole di acido ialuronico, che costituiscono la matrice extracellulare, rendendole più piccole e facili da riassorbire.
- Aumenta la permeabilità dei tessuti: Riducendo la viscosità dell’acido ialuronico, la ialuronidasi rende i tessuti più permeabili, facilitando la diffusione di fluidi e sostanze.
SCOPO DELLA PROCEDURA
L’epidurolisi viene utilizzata per ottenere un effetto anti-infiammatorio locale massimale ed uno “sbrigliamento” funzionale delle radici nervose compresse o stirate in seguito ad un pregresso intervento chirurgico sul rachide (ad esempio per ernia discale) o da aderenze insorte in seguito a patologie infiammatorie o degenerative del rachide (ernia discale, stenosi del canale).
QUANDO È INDICATA LA PERIDUROLISI CERVICALE?
La epidurolisi è indicata nei seguenti quadri dolorosi:
- Dolore persistente post-intervento di chirurgia vertebrale (noto come Persistent Pain Spinal Syndrome (PSPS) oppure Failed Back Surgery Syndrome (FBSS)
- Stenosi del canale cervicale centrale o foraminale
- Dolore persistente cervicale da spondiloartrosi
- Cervicalgia o cervicobrachialgia non risolte dopo terapia di primo livello (medica) e secondo livello (infiltrativa ecoguidata).

EPIDUROLISI: COME SI SVOLGE LA PROCEDURA
Tale metodica può essere effettuata solo su pazienti in regime di ricovero. Il paziente viene preparato secondo la procedura specifica per gli interventi chirurgici maggiori, comprendente la valutazione preoperatoria degli esami ematici e di laboratorio e la raccolta del consenso informato.
- Poiché la procedura è un atto chirurgico anche se non prevede incisioni con bisturi si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione, con la preparazione di un campo operatorio.
- All’ingresso in sala operatoria viene posizionato un accesso venoso per la eventuale somministrazione di farmaci durante l’intervento in caso di necessità; viene inoltre eseguito durante tutta la procedura il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno ed il controllo della pressione arteriosa.
- Il paziente viene quindi posizionato sul letto chirurgico in decubito prono (a pancia sotto), su un particolare letto curvo radiotrasparente che consenta l’impiego dell’apparecchio radiologico durante la procedura. Questa posizione ha lo scopo di far “aprire” gli spazi vertebrali facendo flettere leggermente la colonna e di porre in posizione corretta il sacro per facilitare l’introduzione dell’ago. Si pratica quindi nel punto di ingresso dell’ago un’ anestesia locale.
- Una volta che il corretto posizionamento dell’ago viene confermato si introduce il catetere sotto controllo radiologico.
- Verrà quindi somministrato il mezzo di contrasto, che visualizzerà eventuali fibrosi e/o aderenze conseguenti alla infiammazione cronica: si dovrà posizionare il catetere il più possibile vicino a questa zona.

- Una volta individuata/e la /le radice/i nervosa/e interessata/e, viene somministrata la soluzione di ialuronidasi e cortisone a lento rilascio previa anestesia locale e/o soluzione fisiologica che andranno a disporsi sulle radici trattate ed evidenziate.
Nel caso in cui sia indicato (presenza di una componente neuropatica del dolore) attraverso lo stesso catetere posizionato in stretta prossimità della radice nervosa può essere eseguito anche un trattamento con radiofrequenza pulsata.
COSA AVVIENE DOPO LA PROCEDURA?
Il paziente viene trasferito dal letto curvo alla barella e, verificata l’assenza di effetti avversi, viene riportato in reparto. Il catetere viene lasciato in sede per le successive somministrazioni di ialuronidasi e cortisonico a lento rilascio. In terza giornata il catetere viene rimosso ed il paziente viene reinviato a domicilio.
Solitamente il beneficio può essere percepito gradualmente dal primo giorno postoperatorio al trentesimo e permane per diversi mesi (da 3 a 6 o più) in base alla gravità del quadro. La metodica può eventualmente essere ripetuta ma non prima di 3 mesi.
