Infiltrazioni ecoguidate

Le infiltrazioni ecoguidate consentono di somministrare sotto guida ecografica un farmaco solo nell’apparato bersaglio (articolazione, guaina, tessuto), facendo in modo che possa agire al meglio esattamente dove serve.

Tale procedura presenta tre vantaggi fondamentali:

  1. iniettare basse dosi di farmaci
  2. iniettare i farmaci dove sono più efficaci ( parte dei presidi terapeutici oggi in uso se non iniettati con estrema precisione non hanno alcun effetto)
  3. avere di continuo, in tempo reale, il controllo del percorso dell’ago, in modo da evitare danni collaterali a strutture importanti (vene, arterie, nervi, tendini).

Quindi maggiore efficacia, minori effetti collaterali, minori danni a strutture locoregionali.

infiltrazioni ecoguidate

La procedura delle infiltrazioni ecoguidate consiste nell’uso di un ecografo che consenta di guidare e di avere sempre sotto controllo la procedura di infiltrazione (o di drenaggio) aiutando così lo specialista ad inserire l’ago con estrema precisione ed eseguire il trattamento in modo corretto.

La durata dell’infiltrazione è di pochi secondi, l’intera procedura viene eseguita utilizzando campo sterile e materiale monouso per una durata complessiva di circa 15 /20 minuti.
Non è richiesta alcuna preparazione da parte del paziente e non è previsto alcun ricovero o processo di riabilitazione post esame.

Dopo qualche ora il paziente può tornare alle sue normali attività quotidiane: si consiglia di non svolgere attività intense o sportive nelle 24/48 ore che seguono l’intervento.

Le infiltrazioni ecoguidate possono utilizzare numerosi presidi terapeutici:

  • Antinfiammatori: in genere si usano steroidi, che attraverso la riduzione dell’edema e dell’infiammazione, riducono il dolore e l’impotenza funzionale
  • Acido ialuronico: attraverso la viscosupplementazione e viscoinduzione tende a ripristinare le capacità meccaniche delle articolazioni.L’acido ialuronico è un vero e proprio lubrificante presente in natura nelle articolazioni. La sua somministrazione in un’articolazione malata, aiuta a compensare la perdita di acido ialuronico naturale (per esempio nell’artrosi), in questo modo si facilita il miglioramento delle condizioni articolari.
  • Emoderivati (gel piastrinico, cellule staminali)

COME FUNZIONANO LE INFILTRAZIONI ECOGUIDATE?

Per limitare il rischio di sanguinamenti ed ematomi, viene richiesto al paziente di interrompere eventuali terapie anticoagulanti 1 settimana prima della procedura.

Le infiltrazioni vengono eseguite con materiale monouso e seguendo le norme di sterilità.Il paziente viene fatto stendere sul lettino in una posizione che faciliti l’accesso alla struttura bersaglio (prono o sul fianco) e, dopo una iniezione di anestetico locale, si procede all’infiltrazione vera e propria.

Durante tutta la procedura vengono costantemente monitorati frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue.

infiltrazioni ecoguidate

Una volta terminata l’infiltrazione, e dopo essersi accertati che il paziente stia bene, non abbia formicolii o deficit di forza (possibili effetti dell’anestetico locale che scompaiono in pochi minuti), questi può alzarsi e tornare a casa, dove riprenderà le sue normali abitudini evitando magari di eccedere con l’attività fisica.

Nelle ore successive e per qualche giorno dopo l’infiltrazione è possibile, anche se non frequente, avvertire un dolore nel sito dell’iniezione dovuto al traumatismo dell’ago attraverso i tessuti e presentare un piccolo ematoma.

Subito dopo l’infiltrazione non è raro che si avverta una immediata attenuazione del dolore: questo effetto è transitorio e dovuto all’anestetico locale, mentre il beneficio vero e proprio è possibile sopraggiunga anche dopo 24-48 ore, nel caso si abbia utilizzato un cortisone a lento rilascio.

Una menzione a parte merita la terapia infiltrativa per via peridurale selettiva. In casi selezionati, infatti, può trovare indicazione la somministrazione di farmaci (anestetici locali e cortisonici) all’interno dello spazio peridurale in corrispondenza dell’origine della radice nervosa infiammata.

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