DEFINIZIONE
La rizotomia sacroiliaca, nota anche come denervazione o termoablazione a radiofrequenza continua, è una procedura mininvasiva di terapia del dolore progettata per interrompere i segnali dolorosi provenienti dall’articolazione sacroiliaca.
Questa tecnica è indicata per i pazienti affetti da dolore cronico sacroiliaco non rispondente alla prima e seconda linea di terapia (rispettivamente medica e infiltrativa ecoguidata).
ARTICOLAZIONE SACRO ILIACA E SUE FUNZIONI
L’articolazione sacroiliaca (ASI) è un’articolazione doppia (una per lato) situata alla base della colonna vertebrale, in cui l’osso sacro si articola all’osso del bacino denominato ileo.

Questa articolazione permette:
- Trasferimento del carico: tramettere il peso della parte superiore del corpo dal tronco agli arti inferiori durante il cammino o la stazione eretta.
- Ammortizzatore: Agisce come un “cuscinetto” che assorbe gli urti e le sollecitazioni meccaniche tra la colonna vertebrale e gli arti inferiori;
- Stabilità: Fornisce una base solida e stabile per la postura eretta, limitando i movimenti eccessivi grazie a un robusto sistema di legamenti.
A differenza delle articolazioni mobili come la spalla o l’anca, la sacroiliaca ha una mobilità estremamente ridotta (solo pochi millimetri o gradi di rotazione). In alcuni casi, la disfunzione di questa articolazioni, che si può avere per cause molteplici (per approfondire clicca qui), può determinare una Sacroileite.
La sacroileite consiste in una infiammazione di questa articolazione, che causa un dolore localizzato nella parte bassa della schiena, glutei e può irradiarsi agli arti inferiori simulando una sciatalgia.
INNERVAZIONE DELL’ARTICOLAZIONE SACROILIACA
L’innervazione dell’articolazione sacroiliaca è complessa e oggetto di continui studi anatomici, poiché presenta una significativa variabilità individuale. In generale, riceve fibre nervose sia dalla parte anteriore (ventrale) che da quella posteriore (dorsale).
1. Innervazione Posteriore (Dorsale)
È la parte più rilevante per le procedure di rizotomia, poiché è qui che si concentra la maggior parte dei recettori del dolore (nocicettori). I principali nervi coinvolti sono:
- Rami laterali dei rami dorsali dei nervi S1, S2, S3, S4
- Ramo dorsale di L5: Contribuisce spesso all’innervazione della porzione superiore dell’articolazione.
2. Innervazione Anteriore (Ventrale)
La porzione anteriore è innervata da rami che originano dal plesso sacrale e lombare, tra cui:
- Rami ventrali di L5, S1 e S2: Forniscono la sensibilità alla capsula anteriore.
- Nervo gluteo superiore: Può inviare piccoli filamenti nervosi all’articolazione.
- Nervo otturatore e tronco lombo-sacrale:

RIZOTOMIA SACROILIACA
Quando è stata condotta una diagnosi di sacroilieite, e i trattamenti conservativi di primo e secondo livello sono falliti (clicca qui per conoscerli), è possibile ricorrere alla rizotomia sacroiliaca.
Questa tecnica prevede la denervazione della articolazione sacro iliaca utilizzando una palizzata di aghi posizionati sotto guida radiologica e coniugati ad elettrodi collegati ad un generatore di radiofrequenza. Questa tecnica, quando correttamente indicata ed eseguita, consente di ottenere ottimi risultati sul controllo del dolore. La radiofrequenza si effettua sotto forma di singola seduta di trattamento, richiede un ricovero in regime di day-hospital (dimissione prevista il giorno stesso della procedura), ed è eseguibile in anestesia locale.
Può essere effettuata in convenzione con il servizio sanitario nazionale affidandosi ad uno specialista di patologie della colonna vertebrale.

È indispensabile sottoporsi ad una infiltrazione ecoguidata di lidocaina nell’articolazione sacroiliaca in procinto di denervare: SOLO se il test alla lidocaina sopprime il dolore più del 50% e le precedenti tecniche sono fallite, si puo ricorrere alla rizotomia.
COME SI SVOLGE LA PROCEDURA?
La rizotomia è un intervento ambulatoriale chirurgico che dura circa 15 minuti.
- Posizionamento: Il paziente è disteso a pancia in giù.
- Guida radiologica: Il medico utilizza la fluoroscopia (raggi X in tempo reale) per inserire con precisione sottili aghi elettrodo in corrispondenza dell’emergenza delle radici nervose target;
- termoablazione: Viene emessa una corrente a radiofrequenza continua a circa 90°C per un tempo prestabilito (circa 180 secondi), creando una piccola lesione che interrompe la trasmissione del dolore.
EFFICACIA
- Circa il 60-90% dei pazienti riporta una riduzione del dolore pari o superiore al 50% nei mesi successivi al trattamento.
- Il sollievo dal dolore può durare dai 6 ai 12 mesi, e in alcuni casi fino a due anni. Poiché i nervi possono rigenerarsi nel tempo, la procedura può essere ripetuta se il dolore ritorna.
- Recupero: Essendo mininvasiva, la maggior parte dei pazienti può tornare alle normali attività entro pochi giorni.
RISCHI E CONTROINDICAZIONI
Sebbene sicura, la procedura può comportare alcuni effetti collaterali temporanei come indolenzimento nell’area del trattamento, arrossamento o intorpidimento della pelle circostante. Le complicazioni gravi, come infezioni o lesioni nervose maggiori, sono estremamente rare grazie alla guida radiologica.
È controindicata in presenza di infezioni sistemiche, gravidanza o gravi disturbi della coagulazione.
