Infiltrazioni articolari

Le infiltrazioni articolari (intra o periarticolari), consistono nell’iniezione di cortisone (in alcuni casi associato ad anestetico locale) su una specifica articolazione come ad esempio: 

  • Anca, 
  • Ginocchio, 
  • Spalla, 
  • articolazione Sacro-Iliaca (ASI) 
  • Faccette Vertebrali (Articolazioni Zigoapofisarie). Queste ultime sono le articolazioni tra le vertebre e vincolano i movimenti tra una vertebra e l’altra. 

Le infiltrazioni articolari sono indicate nei casi di dolore con una componente infiammatoria che ha origine da una articolazione, permettendo di ridurre il dolore in molti pazienti in cui la terapia con farmaci e/o la fisioterapia non hanno avuto successo completo. 

Come si eseguono le infiltrazione articolari?

Le infiltrazioni articolari si eseguono su paziente seduto o sdraiato (a seconda dell’articolazione da trattare), dopo aver praticato anestesia locale. 

Spesso vengono eseguite con l’aiuto di un ecografo o di un’altra apparecchiatura chiamata Amplificatore di Brillanza (RX) con eventuale somministrazione di mezzo di contrasto inserendo un ago nello spazio articolare. 

Le tecniche possono variare in base alla sede del dolore ed alla scelta dell’operatore. L’ecografo e l’Amplificatore di Brillanza sono necessari per individuare il corretto spazio articolare evitando la puntura di vasi e nervi.  

infiltrazioni articolari

Il paziente avverte il dolore della puntura di anestetico locale seguita da un breve bruciore. Le manovre successive sono avvertite come sensazione di spinta (tattile) senza più dolore. E’ possibile però che il paziente avverta un aumento del suo dolore lungo l’arto mentre si inietta la miscela, dovuta al contatto del liquido con la zona infiammata. 

Cosa succede dopo?  

Grazie all’anestetico locale, pochi minuti dopo la procedura, il paziente potrebbe non sentire più dolore. Questo però può tornare dopo qualche ora, sia pure meno intenso. Il risultato vero si osserva dopo 1-10 giorni quando il cortisone ha iniziato la sua azione antinfiammatoria. 

Il giorno dell’infiltrazione il paziente deve stare a riposo, può infatti avere una sensazione di calore o di intorpidimento nella zona dove aveva dolore. 

Non è indicato guidare l’automobile o manovrare macchinari. Se sente dolore dopo la puntura può applicare ghiaccio nella zona infiltrata nelle prime 24 ore o assumere antidolorifici per bocca in attesa del beneficio dell’infiltrazione. 

Quali sono i benefici?

L’infiltrazione aiuta ad eliminare il dolore da infiammazione dell’articolazione dolente quando la terapia farmacologica non è stata sufficiente o non è stata tollerata. 

L’iniezione permette di portare la dose di cortisonico direttamente nella zona da trattare evitando la dispersione a tutto il corpo che si ha nelle somministrazioni per bocca e intramuscolo. 

Questo permette una maggiore efficacia a dosaggi equivalenti o inferiori. L’infiltrazione provoca la riduzione dell’infiammazione con conseguente riduzione o scomparsa del dolore. 

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