Vertebroplastica e  Cifoplastica

Le fratture vertebrali vengono trattate in molti casi in modo “conservativo”, con conseguenti periodi di ricovero ospedaliero, allettamento prolungato per i pazienti, acquisto con costi non trascurabili di adeguati presidi ortesici (busto) estremamente scomodi da indossare.

A questo deve essere aggiunto la necessità di convivere con il dolore per un periodo di tempo variabile ma difficilmente inferiore ai 45 giorni, dato che purtroppo questo tipo di dolore è mal controllabile in modo adeguato con la terapia farmacologica.  Inoltre, è necessario considerare che le fratture vertebrali trattate in modo “conservativo” possono esitare in gravi deformità post traumatiche (la vertebra può arrivare a schiacciarsi completamente sotto il peso del proprio corpo) che alterano la biomeccanica del rachide causando una predisposizione ad ulteriori episodi fratturativi nel caso di patologia osteoporotica.

La Vertebroplastica e la cifoplastica rappresentano una possibilità di trattamento alternativo a quello conservativo: consistono in un intervento percutaneo (cioè senza incisioni della pelle ma eseguito attraverso un ago) che permette, iniettando un cemento biocompatibile all’interno della vertebra fratturata, di stabilizzare la frattura  mettendo il paziente in grado di alzarsi dal letto dopo poche ore dal trattamento senza necessità di indossare il busto e senza dolore, con un brevissimo ricovero ospedaliero.

I vantaggi di questo tipo di trattamento sono evidenti, evitando al paziente, attraverso una procedura di circa 40 minuti a basso rischio quando eseguita da professionisti esperti, lunghi periodi di allettamento forzato e necessità di indossare busti.

Questo è soprattutto importante in pazienti anziani in cui un allettamento prolungato rende il recupero dell’autonomia estremamente difficoltoso ed apre a complicanze con sintomi racchiusi nella “sindrome da allettamento”

Quando sono indicate?

Il crollo vertebrale, tipico degli anziani osteoporotici, può essere presente anche in pazienti giovani affetti da patologie neoplastiche o in seguito a traumi ad alta energia.

Chi ne è affetto subisce un continuo dolore che, spesso, risulta fastidioso, limitante nelle azioni quotidiane e, in alcuni casi, immobilizzante.

Attraverso la vertebroplastica e la cifoplastica è possibile ridurre il dolore al paziente subito dopo la procedura chirurgica.

Vertebroplastica: come viene eseguita

Il paziente viene preparato secondo la procedura specifica per gli interventi chirurgici maggiori, comprendente la valutazione preoperatoria degli esami ematici e di laboratorio e la raccolta del consenso informato. Poiché la procedura è un atto chirurgico anche se non prevede incisioni con bisturi, si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione, con la preparazione di un campo operatorio. L’intervento ha una durata di circa 40 minuti.

All’ingresso in sala operatoria viene posizionato un ago sul braccio del paziente per un accesso venoso (una flebo),  per la eventuale somministrazione di farmaci durante l’intervento in caso di necessità; viene inoltre eseguito durante tutta la procedura il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno ed il controllo della pressione arteriosa.

Il paziente viene quindi posizionato sul letto chirurgico in decubito prono (a pancia sotto), su un  particolare letto curvo radiotrasparente che consenta  l’impiego dell’apparecchio radiologico durante la procedura. Viene quindi eseguito il “centraggio” del punto esatto di inserimento dell’ago utilizzando il controllo radiologico.

VERTEBROPLASTICA

Si esegue quindi una anestesia locale cutanea e degli strati profondi, dopodichè viene inserito un ago fino all’interno del corpo vertebrale , aiutando la penetrazione all’interno dell’osso con piccoli colpi di un martelletto.

Una volta raggiunta e verificata la posizione corretta , sempre con l’ausilio dell’apparecchio radiologico, si procede alla iniezione lenta del cemento biocompatibile all’interno del corpo vertebrale; anche questo momento della procedura viene attentamente controllato radiologicamente.

Una volta iniettata la quantità di cemento necessaria , viene rimosso l’ago e dopo la medicazione il paziente è trasferito nella barella per tornare in reparto. Dopo un riposo a letto nelle prime 3/5 ore, il Paziente potrà essere dimesso il giorno seguente il trattamento senza ulteriori necessità di riposo a letto, di indossare busto e soprattutto senza dolore.

Cifoplastica: come viene eseguita

Una variante della vertebroplastica è quindi la cifoplastica vertebrale, che si differenzia dalla precedente perchè l’iniezione di cemento biocompatibile è preceduta dalla creazione all’interno del corpo vertebrale di una cavità con l’utilizzo di un palloncino dilatatore che viene inserito attraverso un ago di grosso calibro posizionato all’interno della vertebra con una tecnica identica a quella della vertebroplastica.

cifloplastica

L’utilizzo del palloncino permette anche di rialzare il corpo vertebrale nel caso di una frattura recente. Come per la vertebroplastica anche tale tecnica, permettendo la stabilizzazione della frattura vertebrale, permette un completo sollievo dal dolore e una ripresa della normale attività in 24 ore dal trattamento, annullando la necessità di ricoveri prolungati, l’uso di busti ortesici, risparmiando notevoli sofferenze ai pazienti e un allettamento prolungato che è predisponente a complicazioni specialmente nell’anziano o nei pazienti affetti da patologia tumorale.

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